Racconti di viaggio – Via Spluga

Mi è sempre piaciuto camminare e stare in mezzo alla natura ma non era mai capitato di fare un trekking di più di una giornata. Dopo i viaggi di quest’anno avevo in mente di provare qualcosa di diverso. Appena ho scoperto questo percorso ho capito subito che era quello che stavo cercando.

A marzo, insieme all’entre del turismo di Valchiavenna, ho iniziato ad organizzare il mio intinerario per la via Spluga. Come ho scritto nell’articolo precedente, che trovi QUI, ho scelto questo percorso perchè mi è piaciuto da subito com’era organizzato. Un trekking non solo di paesaggi ma anche culturale dove camminare ma senza a rinunciare a troppi confont.

Passare le giornate col telefono in modalità aereo mi ha fatto staccare completamente dai pensieri, le preoccupazioni, i problemi e immergere completamente nel cammino.

Giorni 1: Thusis – Andeer

Dopo circa 13 ore di viaggio tra aereo, treno e bus, insieme al mio compagno di viaggio siamo arrivati a Thusis (l’inizio del percorso) l’8 giugno, ma la via Spluga è iniziata ufficialmente il 9 giugno. Dopo una bella colazione siamo partiti in direzione Andeer, circa 16 km. Volendo ci sono percorsi più brevi per arrivare ad Andeer ma abbimo scelto questo perchè c’erano due punti che non volevamo perderci.

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Il primo è  Hoehen Raetien.  Si trova a pochissimi kilometri da Thusis ed è uno dei siti più antichi della Svizzera. Patrimonio culturale dei Grigioni con una storia di 4000 anni. Non c’è nessuno ad aspettarvi e l’ingresso a offerta.

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Mentre il secondo punto che non potevamo lasciarci sfuggire è il ponte Traversino. Un ponte sospeso lungo 60 metri. Veramente unico e spettacolare.

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Proseguendo ci siamo fermati alle gole della Viamala, una delle diverse attrazioni presenti lungo la via Spluga che è possibile visitare con i voucher che vengono forniti prima della partenza.

Già prima della nascita di Cristo, questa gola, costituiva il miglior punto d’accesso al passo dello Spluga ed era odiata dai viaggiatori perchè molto pericolosa ecco perchè il nome Viamala che significa “pessima strada”Attualmente non viene più vista come una minaccia, anzi, il suo essere così selvaggia invita i viaggiatori a visitarla. La gola della Viamala è formata da rocce alte 300 metri attraverso le quali scorre il Reno posteriore ed è possibile scendere quasi fino al fondo.

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Dopo aver passato la mattinata a camminare tra i boschi lo scenario è  cambiato ed è iniziata la Svizzera che tutti si immagino con prati in fiore, colline ricoperte di verde e stradine di campagna che ci hanno condotto a Zilis.

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In questo piccolo paese si trova la Chiesa di San Martino rinominata la Sistina delle Alpi per il suo soffitto composto da 150 tavole. Ogniuna di esse rappresenta una scena della vita di Gesù.

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Infine dopo altri 6 km siamo arrivati alla nostra destinazione: Andeer.

Giorno 2: Andeer – Splugen

Il secondo giorno ci aspettavano 14 km. Dopo una serie di salite e discese tra gli alberi di pino siamo arrivati ad una delle attrazioni che più ero curioso di vedere di tutta via Spluga: la gola della Roffla

Nel XX secolo Christian Pitschen-Melchior, che era migrato in America, tornò nella sua patria e ispirato alla cascate del Niagara decise di far diventare questo posto un’attrazione turistica. Nel 1907 iniziò a scavare e il suo progetto terminò 7 anni dopo quando riuscì a creare un percorso che arrivava fino alla cascata all’interno della gola. Un posto davvero surreale se pensate che per accedervi bisogna passare dentro l’hotel Rofflaschlucht.

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Poche ore dopo il cielo ha iniziato a ricoprirsi di nuvole nere e ha iniziato a piovere. Ci siamo fermati sotto una tettoia, sperando che diminuisse ma così non è stato. Nonostante la pioggia fosse tanta e ci abbia rallentato parecchio i paessaggi che abbiamo attraversato ci hanno lasciato a bocca aperta. Prati ricchissimi di fiori scintillanti priprio grazie alle goccie di pioggia.

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Quest’ultimo tratto di strada, poco prima di arrivare a Splugen, è stato sicuramente il più bello. Devo ammettere che anche Splugen stesso mi è piaciuto molto. Un’altro piccolo paesino incantato immerso nelle montagne svizzere.

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Giorno 3: Splugen – Isola

Di prima mattina abbiamo lasciato il nostro hotel di Splugen per salire sul monte Spluga. Questo è stato sicuramente il giorno più faticoso di tutto il viaggio. Splugen si trova a circa 1400 metri mentre la cima del monte Spluga arriva a 2113 metri quindi un dislivello di cerca 600 metri. Mentre ci avvicinavamo alla cima del monte Spluga ci siamo ritrovati davanti a paesaggi molto diversi da quelli incontrati in precedenza. Le colline rigogliose e le casette in legno hanno lasciato il posto a cespugli con fiori colorati e ruscelli che scavano tunnel tra la neve.

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Dopo circa 4 ore di salita sia arrivati a 2113 metri, la cima del monte Spluga. Ad attenderci c’era tanta neve, vento e nebbia che non ci ha permesso di ammirare il panorama che ci circondavano. Da qui abbiamo salutato da Svizzera ed è iniziata la discesa fino a Montespluga, il primo paesino che si trova ai piedi del monte sul versante italiano.

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Dopo una piccola pausa abbiamo ripreso il cammino verso Isola passando per la gola del Cardinello. Una strada di origine romana e la più antica che raggiunge il passo dello Spluga. Di quì è passato anche Napoleone con un’armata costituita da 15.000 persone. Superata la gola del Cardinello abbiamo proseguito la discesa fino ad Isola.

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Giorno 4: Isola – Chiavenna

A questo punto doveva iniziare il nostro ultimo giorno di cammino per arrivare a Chiavenna ma causa maltempo ci siamo dovuti fermare.  La notte in cui siamo stati a Isola ha piovuto un sacco. La pioggia ha fatto diversi danni, nulla di grave per fortuna, ma la strada non era sicura e abbiamo deciso di non rischiare. 

Questa è stata l’unica nota negativa di un viaggio perfetto. Non ho passato un giorno senza stupirmi e rimare a bocca aperta davanti ai paesaggi in cui stavo passando.

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Spero che con questo racconto di viaggio vi sia venuta la voglia di informarvi e di provare anche voi questa esperienza.

 

 

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Una risposta a "Racconti di viaggio – Via Spluga"

  1. Complimenti Gabry, una scelta perfetta per il tipo di viaggio che cercavi, ideale per staccare la spina e trascorrere del tempo in mezzo alla natura (e che natura 😍😍😍) seguirò il tuo consiglio e lo metterò nella lista dei cammini da fare, un abbraccio ❤

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