Mollare tutto e partire: destinazione Weimar, Germania.

Oggi Gabrieleserra.com compie 4 anni !! In realtà ho iniziato davvero a svilupparlo e a scriverci con costanza solo nell’ultimo anno e mezzo ma comunque quella decisione presa il 25 febbraio di 4 anni fa si è rivelata più che corretta.

Ho sempre utilizzato instagram e anche il blog come mezzi per ispirare gli altri, attraverso i miei viaggia e raccontando il mio percorso. Tolti i numeri e il business che può esserci dietro questi due mezzi di comunicazione sono diventati una sorta di diario, il mio diario.

In questa data speciale mi sembra giusto aggiungere un’altra parte della mia storia. Un capitolo molto importante della mia vita, che mi fatto diventare più grande. Si tratta di quella volta in cui ho mollato tutto e sono partito in Germania. Questa è stata la prima volta che sono stato lontano a casa per quasi un anno, 10 mesi per la precisione.

Avevo appena 20 anni ed ero tornato da pochi mesi a casa dopo un breve periodo a Tenerife. Quell’esperienza per me è stata come il big bang, avevo una voglia pazza di evadere dalla mia città e scoprire cosa c’era fuori. Dovevo trovare un compromesso tra lavorare e viaggiare così ho iniziato a mandare curriculum da tutte le parti. Ho ricevuto una serie infinita di no e quando stavo per perdere le speranze è arrivata la chiamata che aspettavo.

Avevo una settimana di tempo per impacchettare tutte le mie cose e partire in Germania, destinazione Weimar, un piccolo paesino della Turingia a tre ore da Francoforte.

Ero stato preso per lavorare in un ristorante italiano anche se non avevo mai lavorato in un ristorante, non parlavo inglese ne tanto meno tedesco così ho iniziato come lavapiatti.

Non so se sia uguale in tutta la Germania ma a Weimar c’è chi inizia a pranzare alle 11 e chi cena alle 4 del pomeriggio. Quindi insomma tutti i giorni era un pranzo/cena continuo senza un attimo di pausa. Dopo due mesi chiuso in una stanzetta con la testa rivolta verso il basso a pulire piatti e caricare la lavastoviglie ho iniziato a farmi notare dallo chef del ristorante. Quando avevo anche solo un secondo libero correvo in sala, anche solo per portare un piatto. Ho continuato così fino a quando non sono stato spostato fisso in sala e sono diventato il primo camerire del ristorante.

Ho lavorato in quella sala senza sapere praticamente nulla di inglese e zero di tedesco, non avevo tempo di andare a fare un corso e tutti i miei colleghi erano italiani. Quindi che ho fatto? Ho imparato in tedesco le parole necessarie per poter lavorare con i clienti. Ho imparato a memoria il menù e gli ingredienti di ogni singolo piatto, i numeri, come venivano chiamate le posate, i tovaglioli, bicchiere grande, bicchiere piccolo ecc.

Lavoravo sei giorni su sette. Cinque giorni dalle 9 alle 22 senza pausa, se non dieci minuti a pranzo e dieci a cena. Un giorno a settimana iniziavo alle 7,30 perchè veniva la metro a portarci le provviste. Insomma lavoravo come un pazzo, ero sempre in piedi, la gente arrivava a tutte le ore e io pregavo arrivassero le 22 per poter mandare via tutti e potermi sedere.

Lavoravo con un chef stellato, anche se il ristorante non lo era, e nonostante sia stato un generale mi ha insegnato tanto, mi ha insegnato un mestiere che porterò con me per tutta vita. Successivamente ho lavorato in altri ristoranti, in Italia e fuori, ma non ho mai visto i ritmi frenetici di quel ristorante.

Potrei continuare parlando di quelle volta che mentre prendevo una commanda ad un tavolo hanno iniziato a lacrimarmi gli occhi perchè mi era venuta un’infezzione, non riuscivo a tenerli aperti ma ho comunque dovuto continuare a lavorare. Potrei raccontare di quando mi sono venuti dei tagli sotto i piedi perchè camminavo troppo, ma non sono dettagli importanti. Il motivo per cui ho voluto raccontarti questa storia per ricodarti e ricordare a me stesso che che volere e potere!

Ho aperto questo blog perchè troppo spesso vedo persone allo sbando, senza un obiettivo, completamente perse. Bloccate dai loro pensieri o da quello che dicono o possono pensare gli altri. Tra queste persone c’ero anche io poi però mi sono reso conto che fare quel primo passo fa tutta la differenza del mondo. Spesso le cose vanno molto meglio di quello che possiamo pensare.

Ho voluto mettere nero su bianco questo capitolo della mia vita perchè nonostante sia stata duro e molto faticoso ricordo quel periodo in Germania come uno dei periodi più formativi che ho mai vissuto. Non ho fatto l’università, non ho fatto il militare ma quell’esperienza è stata una grande scuola.

Scrivo questo articolo proprio oggi perchè la Germania è stata il primo passo verso la mia strada giusta e quando avrò dei dubbi, mi ritroverò a dover fare un salto nel vuoto non voglio dimenticarmi che spesso basta fare un passo in avanti e quella che da lontano sempre una montagna in realtà è solo una collina un pò più alta delle altre.


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