Scrivere in viaggio.

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Mi è sempre piaciuto scrivere. Quando andavo a scuola e c’era il tema mi ricordo che c’erano un sacco di compagni preoccupati che venivano a scuola col vocabolario enorme per cercare le parole giuste da usare. Io invece ero contento perché mi piaceva fare i temi e soprattutto perché tema = niente interrogazioni. Col tempo però la scuola è finita e ho smesso. Niente più fogli bianchi da riempire di pensieri e mano sporche di inchiosto (sono mancino).

Poi però durante miei  viaggi, in quei momenti morti come in aereo o su un bus o in metro, non sapendo cosa fare o iniziato a riprendere a scrivere.  L’ho fatto a Tenerife in Germania e soprattutto a Londra.  A Londra ho riempito tantissimi fogli delle note del cellulare. Quello che avevo in testa lo volevo buttare fuori  tutto d’un fiato, senza pensarci troppo. Lo stesso succede qua nel blog, quando ho un’argomento, un pensiero in testa tiro dritto e scrivo tutto d’un fiato.

Londra secondo me è proprio fatta per scrivere. Basta entrare in un qualsiasi Costa o Pret A Manager e trovi un sacco di persone che sorseggiano il loro caffè americano double davanti al proprio Mac che scrivono ed è impossibile non lasciarsi ispirare se poi questi locali hanno pure vetrata vista strada è finita, le parole escono da sole.

Il mio posto preferito però era la metro. Ricordo nel primo locale in un ho lavorato ci mettevo quasi un’ora ad arrivare, non avevo internet e il mio lettore mp3 era sempre scarico e quindi entravo nella note del cellulare e scrivevo. Scrivevo di Londra, di quello che stava succedendo, di quello che pensavo della città di come stavo.

Coi mesi mi son reso conto che mi piaceva proprio mettere nero su bianco quello che avevo in testa ed quasi diventato quasi un rituale post lavoro.

Mi son reso conto però che scrivere in viaggio è diverso che scrivere da casa. Fuori si è più ispirati, c’è molta più contaminazione per via delle nuove esperienze, dei posti e delle persone che si conosco. Tutto è nuovo, tutto è bello tutto è da scoprire a casa è diverso. Infatti tornato da Londra non praticamente più scritto niente finchè un giorno, frugando su amazon, ho trovato un quaderno che avevo inciso sulla coperta questa frase: White there is life there is hope. Freedom.

 

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L’ho comprato subito ed è stata una piacevole sopresa. Perché scrivere è bello sempre ma scrivere a mano è rende tutto più unico.  Scrivendo col pc si possono fare un sacco di correzioni, si può cancellare tutto e riscriverlo tutte le volte che si vuole a mano non è così. Richiede più tempo e bisogna pensare bene a quello che si scrive perché se si sbaglia una parola si può cancellare ma comunque rimane sempre lì ben visibile.

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